lunedì 13 novembre 2017

Biblioteca "don Michele Ambrosino": Con le opere del Dr Retaggio si dà inizio al "Fondo Procida"

 Giacomo Retaggio
Con le opere complete di narrativa e i saggi del Dr. Giacomo Retaggio si dà inizio al "Fondo Procida" della Biblioteca Comunale "don Michele Ambrosino". 
Tale fondo comprenderà tutti i saggi su Procida, tutte le opere degli scrittori procidani e tutte le opere narrative scritte in tutti i tempi da autori che hanno amato la nostra isola.
I testi del Dr. Retaggio saranno a disposizione di tutti i cittadini per la consultazione e per il prestito avendo il Dr. Retaggio donato due copie di ogni sua opera.
Un ringraziamento vivo e sentito  per tale pronta disponibilità e nella speranza che la sua nobile  iniziativa sarà seguita da tutti gli altri scrittori procidani, di cui la Biblioteca vorrà custodire gelosamente le opere e tramandarle a tutti i procidani e ai cittadini del mondo che vorranno conoscere la nostra storia e i nostri scrittori.

domenica 12 novembre 2017

Don Michele Ambrosino: La pace nelle nostre famiglie

Scuola Media Statale di Procida - don Michele Ambrosino in  alto a destra - anni 60
Siamo molto felici che la Biblioteca Comunale è stata intitolata a don Michele Ambrosino, un uomo leale e trasparente che ha donato sempre a tutti la sua parola forte e colma di sapienza. Egli sapeva dialogare con ogni uomo, grande o piccolo, colto o ignorante e ha lasciato dietro di se  testimonianze vive e credibili della sua fedeltà assoluta al Vangelo. Era sua profonda convinzione che Gesù aveva parlato per tutti gli uomini, anche per quelli che non avevano riferimenti religiosi, ed aveva un grande rispetto per tutte le persone che la vita gli poneva accanto.  Tutti i volontari che attualmente lavorano in biblioteca sono molto contenti per la scelta fatta dal Consiglio Comunale di Procida e faranno il possibile per far conoscere a tanti la figura di don Michele Ambrosino. 
Riportiamo qui di seguito un brano tratto dal suo libro "Prediche senza pulpito" dal titolo "Accordi e disaccordi in famiglia":

Il vento e il mare grosso di questi nostri tempi mettono a dura prova la solidità e il calore insostituibile della famiglia.
Sempre la stessa, la famiglia deve tuttavia rinnovarsi secondo le esigenze dei tempi nuovi, per poter vivere e continuare ad essere la patria del cuore per le generazioni in arrivo…
Il nostro tempo, come ha inquinato l’aria da renderla irrespirabile, così ha reso difficile l’atmosfera familiare, rendendo aspri i rapporti tra fratelli, genitori e figli, sposo e sposa, educatori e giovani. C’è nell’aria un nervosismo in tutti, un badare ai fatti miei, una ritrosia a sanare vecchie lacerazioni, che avvelenano la vita ordinata e lieta. Non intendo parlare dello stretto nucleo familiare, ma mi rifaccio al termine biblico di fratelli, che intende non solo quelli nati dagli stessi genitori, ma include cugini, zii, nipoti, amici e vicini…Spesso il dissidio tra fratelli si estende ai compagni di lavoro, che faticano a sopportarsi e a comprendersi. Altro che portare i pesi gli uni degli altri.
Quando Dio non è visto e sentito come Padre, gelosia e invidia si annidano nel cuore degli uomini. Il più spesso per contrasto di interessi. Facilmente ci “adombriamo” e qualche volta si arriva a rivestire il ruolo di Caino contro Abele…Prima ci si voleva bene, si andava d’accordo, si parlava volentieri, era piacevole scambiarsi visite, andare in gita insieme. A un certo punto cominciano freddezze, silenzi, diffidenze, poi non ci si saluta più, infine scoppiano diverbi, litigi, cause in tribunale…
Ogni ricchezza che lacera le famiglie, spezza i legami dell’affetto, mette nel cuore il veleno dell’odio, rende amara la vita: questa ricchezza è maledetta. Ancora una volta risuonano le parole di Gesù: “Beati i poveri”…
Se è possibile scrive san Paola, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti…la guerra è cosa brutta non solo quando è frutto delle incomprensioni e dell’ingordigia fra grandi nazioni e grosse società, ma anche tra piccoli gruppi. La parola di Dio ci ammonisce: frutto della giustizia è la pace.
Altrimenti si sfasciano le famiglie, scontenti e arrabbiati i figli, sfiduciati e delusi i genitori. Tutto questo diseduca le nuove generazioni alla stima per la pace e innesca la ricerca e la esaltazione della violenza.
 Non è solo la religione e la fede a darvi questi consigli. Pensate che la Dichiarazione dei diritti dell’uomo, nata dalla coscienza dei popoli dopo gli orrori dell’ultima guerra dice così: “Tutti gli uomini nascono liberi e uguali nella dignità e nei diritti; essi sono dotati di ragione e di coscienza, e devono comportarsi gli uni verso gli altri come fratelli”…
Nei nostri confronti siamo sempre pronti a crederci innocenti,  sempre disposti a scusarci e a perdonarci; questo bisogna farlo anche nei riguardi degli altri, con lo stesso metro: siamo solidali, diamo una mano. Gesù ha lavato i piedi agli apostoli e poi li ha invitati a fare come lui. Su questa strada posso augurarvi la pace…e salutarvi notando che un mondo in pace è il risultato di tante famiglie in pace, come un palazzo è la somma delle pietre che lo compongono
Don Michele Ambrosino

Da Don Michele Ambrosino, Prediche senza pulpito, 2006 Arti grafiche Licenziato

venerdì 10 novembre 2017

BIBLIOTECA COMUNALE don Michele Ambrosino

don Michele Ambrosino (1924-2016)


Maggioranza e Minoranza all'unanimità  votano il regolamento e l’intitolazione della Biblioteca

Del ruolo della biblioteca comunale  si è parlato nel Consiglio Comunale di Procida del 10 novembre 2010.
Dopo ampia discussione è stato pprovato all’unanimità  il regolamento che recepisce le indicazione  del Manifesto UNESCO per le biblioteche e la sua caratterizzazione, che sarà essenzialmente centro di cultura e di ricerca per gli studi sul mare e la navigazione strettamente, sui diritti umani e la pace, su Procida, sugli scrittori procidani e sugli scrittori che hanno trovato sull’isola ispirazione per le loro opere come Lamartine e la Morante.
Inoltre su proposta dell’Assessore Nico Granito, il Consiglio, sempre  all’unanimità, ha deciso di legare la Biblioteca Comunale al nome di don Michele Ambrosino, sacerdote, uomo di cultura e di dialogo nonché primo scrittore del dopoguerra che ha cercato in tutta la sua vita di promuovere l’incontro  con il libro, strumento di crescita umana e spirituale. Molto interessanti e di grande profondità  i profili su Don Michele Ambrosino donati al Consiglio da Nico Granito e dalla Consigliera di Minoranza Maria Capodanno.


mercoledì 8 novembre 2017

PERCHE' TANTA PAURA E INSICUREZZA PER L'ARRIVO DEI MIGRANTI A PROCIDA


Qualcuno afferma che "Procida sempre cristiana fuit". Ma oggi possiamo dire che Procida è ancora un'isola di cultura  cristiana? 

Gesù ci ha lasciato un invito: "Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te" e per vivere questo invito alcuni sentono di dover far qualcosa per accogliere  i rifugiati sull'isola; molti altri invece, pur ritenendosi cristiani,  sono spaventati al pensiero di dover accoglire i rifugiati e si oppongono alla scelta dei nostri amministratori che hanno detto di sì al Prefetto quando ha destinatao a Procida  una decina di famiglie di rifugiati. 

Da dove nasce questa insicurezza , questa paura di accogliere  questi nuclei familiari sconosciuti che fuggono dalla violenza e dalla guerra? 

Non è una domanda dalla facile risposta, anche perché sappiamo che non bisogna combattere chi la pensa diversamente.  Anzi le diversità sono una ricchezza e sono fatte per convivere.

Gesù addirittura ci chiede di amare i nostri nemici e quindi non bisogna creare inimicizia tra chi vuole i migranti e chi non li vuole. 

Fare il Referendum è, a parer mio una scelta politica sbagliata, perché creerà ancora maggiore contrapposizione tra noi procidani, 

Una psicologa  ha affermato che l'insicurezza e  la paura sociale nascono da una identità sociale  fragile che ci porta a vedere il diverso com un potenziale nemico da cui difenderci.

E un popolo è fragile proprio quando non c'è coesione sociale quando si è frantumati, divisi, contrapposti, privi di fiducia e stima reciproca.

Forse questa è la motivazione più vera, anche qui a Procida. Per cui se vogliamo che domani l'isola accolga le diversità, gli immigrati dobbiamo oggi lavorare per creare maggiore aggregazione sociale tra noi, per migliorare i nostri rapporti, per sconfiggere le inimicizie e le contrapposizioni. 

Dobbiamo stimarci ed avere più fiducia reciproca tra noi tutti.

Ritroveremo quella vera e forte identità che aveva caratterizzato il nostro popolo nel 600, quando per salvare e riscattare i nostri marinai prigionieri in Africa crearono il Pio Monte dei marinai. E non ci spaventerà più accogliere queste dieci famiglie in fuga dalla loro terre martoriate. 
  1. Pasquale Lubrano Lavadera

NON SONO RAZZISTA MA NON DESIDERO ACCOGLIERE I RIFUGIATi


"Non sono razzista, ma l'incognita mi fa paura per cui non sono disponibile ad accettare le famiglie dei rifugiati a Procida e voglio essere rispettata per la mia idea."
Così si è espressa una mia cara amica  che si dona in molte attività sul territorio ma  non sente di dover vivere l'accoglienza ai migranti che la Prefettura ha destinato a Procida.
Le ho detto che comprendo la sua paura e non la giudico, ma personalemnte ritengo che sia doveroso  fare il possibile per offrire accoglienza a persone che fuggono dalla guerra e dalla violenza.
Se un giorno capitasse anche a noi di dover scappare dal nostro paese, non vorremmo trovare ospitalità  da qualche parte?


domenica 29 ottobre 2017

PROCIDA POSSIEDE RISORSE PER NON MORIRE SOFFOCATA

Procida: il glorioso Istituto Tecnico Nautico uno dei più antichi in Italia

Tre giorni fa mi trovai a san Giacomo alle 8,05. Mi recavo all’Olmo ma fui costretto a fermarmi perché era impossibile avanzare. Fermo e impietrito come di fronte ad un plotone di esecuzione. Una valanga di bici, motorini e macchine  avanzava verso di me, occupando tutta la carreggiata e impedendomi di avanzare. Indietreggiai, pensando seriamente di fare dietrofront.
Poi un pensiero mi trattenne: “Procida non morirà soffocata dallo smog di auto e motorini, né dalla valanga di bici ormai fuori controllo, né dalla schiacciante velocità di camioncini impazziti, ne dalle scosse di terremoto prodotte da camion giganteschi o di pullman troppo veloci.”
L’assurdo che mi si parava davanti mi sollecitava disperatamente a cercare una via d’uscita che si presentò dopo cinque minuti esatti, allorquando il plotone  si dileguò come una visione di sogno terrificante.
Mi rimase in testa quel pensiero: “Procida non morirà soffocata dal traffico”.
Donde nascesse tale speranza? E facile capirlo. La scena a cui avevo assistito era paradossale, quasi blasfema, inconciliabile con la nostra vita, il fondo oscuro di un precipizio. E quando si tocca il fondo si chiede aiuto e si spera che qualcuno ascolti la tua voce.

Procida: traffico in via V. Emanuele in un'ora di punta (da Il Procidano)
Solo una degenerazione perversa  potrebbe assuefarsi a tale assurda situazione. Ma Procida nell’intimo della sua gente non è perversa né degenerata; solo sbigottita e inerme di fronte ad un fenomeno che  è partito da lontano e senza che mai qualcuno avesse lanciato un campanello di allarme. Sbigottita, inerme, incredula, e forse incapace di prendere in mano il bandolo della matassa. Tutti ne soffriamo ma non sappiamo da dove cominciare. Ogni soluzione proposta si scontra con un presunto diritto inviolabile di circolazione a tutto campo.
Però, ne sono convinto, sarà questa sofferenza diffusa, che ci potrà salvare. Perché quando si soffre, le esigenze vitali  chiedono risposte di aiuto. Siamo fatti per la vita, per la bellezza, per la serenità, per la pace e non per il soffocamento nel fondo di un burrone senza via d’uscita.
E per una via segreta del cuore sento che, solo la Scuola, che ha in mano il destino dei nostri giovani e la loro formazione, potrà  tirarci fuori da tale assurda situazione.

Pasquale Lubrano Lavadera

martedì 24 ottobre 2017

Procida: una lunga schiera di scrittori

Don Michele Ambrosino
Procida oggi conta numerosi scrittori cha hanno pubblicato molti libri. Dopo una parentesi di vuoto assoluto agli inizi del novecento, molti si sono avventurati in questa strada della scrittura dal dopo guerra in poi, a partire da don Michele Ambrosino che pubblicò nel 1960 il libro "Chi è san Giuseppe",  seguito da Vittorio Parascandola con "Vefio" nel 1976.. e subito dopo da tanti altri. Certamente, oggi, la presenza di un nutrito gruppo di scrittori è una ricchezza per l'isola. Noi però vorremmo che questa ricchezza fosse sempre più a servizio della crescita culturale del propolo procidano. 
Sicuramente la Biblioteca Comunale di Procida potrà essere il luogo ideale e reale perché questo servizio possa attuarsi. Ce lo auguriamo con tutto il cuore.