mercoledì 14 febbraio 2018

Raimondo Scotto di Covella: DIALOGO E CONFRONTO NECESSARI ALLA VITA POLITICA


Intervista a Raimondo Scotto di Covella
Segretario della sezione  del PD – Procida

Raimondo Scotto di Covella, 32 anni, una laurea in Management delle Aziende Marittime, attualmente impegnato nel lavoro aziendale di un Agenzia Marittima a Napoli, è da qualche mese il nuovo segretario della Sezione procidana del Partito Democratico. Appassionato di musica  è stato uno dei giovani presente nella locale Banda Musicale e in molte iniziative della vita isolana. Con gli studi universitari, nel settore economico- aziendale, egli intravede la necessità  di un impegno politico personale per migliorare la vita del paese. Grande estimatore di Romano Prodi segue il percorso che il Centrosinistra in Italia è andato tracciando con la formazione di un grande partito democratico, il PD. Entra infatti nella sezione locale del PD nel 2014  e, in una prospettiva di puro servizio con una attenzione più grande per le fasce deboli, sente di dover far qualcosa  per riportare i giovani nella politica procidana, in profonda crisi di rappresentanza democratica e  lacerata da anni di contrapposizione ideologica. Partecipa attivamente alla nascita del movimento politico “La Procida che vorrei” nel coinvolgimenti di giovani e adulti, ed offre il suo fattivo contributo per le primarie a Procida. Poi subito dopo inizia a lavorare a La Spezia. Con gioia assiste all’affermazione elettorale  della lista civica “La Procida che vorrei” che vince le elezioni amministrative del 31 maggio 2015. Da allora segue con grande attenzione la vita politica locale, con uno sguardo sempre rivolto alla realtà giovanile.  Negli ultimi mesi, essendo scaduto il mandato  del segretario locale, il comitato direttivo del PD locale,  non potendo più contare sulla figura di Titta Lubrano Lavadera, segretario uscente, impegnata nel ruolo amministrativo come Assessore  Vice-Sindaco, individua in Raimondo Scotto di Covella la figura che può svolgere un ruolo di collegamento tra il passato e il presente, nella speranza di un rilancio locale  dell’intero partito. L’isola ha, infatti,  bisogno  di entusiasmo e linfa nuova. proveniente  proprio da quel mondo giovanile di cui Raimondo Scotto di Covella  ha saputo esprimere  esigenze, sogni, progetti.
Raimondo, tu prendi la responsabilità locale di un partito che a livello nazionale ha vissuto ultimamente  momenti drammatici di divisione; non ti spaventa tutto questo in un isola dove la sinistra non ha sempre brillato di condivisone  unitaria.
In ogni realtà,  politica e non politica, ci sono sempre ombre e luci, come pure in ogni percorso esistenziale o nella vita di un partito grande ed importante  come il PD. Lo vediamo anche nel piccolo quando su certi problemi abbiamo visioni contrastanti. Purtroppo siamo stati abituati dall’ideologia a vedere le diversità come contrapposizioni e non come ricchezza di esperienze e di pensiero su cui confrontarci. Sì, la capacità di confrontarci serenamente nella prospettiva del bene comune oggi manca, non solo dentro un partito ma anche tra i partiti.
Quindi  non approvi le scissioni?
Ognuno si assume  le proprie responsabilità nella libertà che mai deve essere negata. Non voglio giudicare chi ha operato le scissioni. Certo ne ho sofferto. Personalmente penso che la forza di un partito democratico stia proprio nel saper  convivere con le diversità che vi sono all’interno, nel dovuto rispetto delle linee e gli indirizzi della Segreteria.
Un tuo pensiero sulla politica procidana.
Per quanto riguarda il PD locale, sogno che esso possa diventare una forza propulsiva di valori, valori importante e condivisi, capaci di appassionare i cittadini ai grandi problemi e offrire proposte di soluzioni possibili agli Amministratori, indipendentemente dal fatto di essere a noi  vicini o di altro schieramento.
Molto forte è in Italia la distanza tra la politica e i cittadini, in particolare tra i giovani. Lo dicono le statistiche relative all’astensione che è molto cresciuta. Quale è stata la reazione degli amici, della famiglia alla tua nomina a Segretario della locale sezione del PD?
Ho trovato tanta condivisione e apprezzamento per la scelta che il PD locale ha operato, affidandomi un compito così importante. Questo mi ha dato forza e anche coraggio…Comprendo che c’è molto  da fare, ma sono sicuro che in tanti cittadini c’è l’esigenza  di una politica vera, pulita…una politica  che si occupi realmente dei problemi.
Sei quindi fiducioso per il futuro.
Ce la metterò tutta… I risultati  saranno valutati dagli amici di partito e dai cittadini. Bisogna però ascoltare molto i cittadini, capire quali sono i motivi per cui loro parlano male della politica, quali esperienze hanno vissuto e saper trasformare le loro esigenze vitali in proposte concrete necessarie per la crescita di quel bene comune, spesso malamente inteso,
Condivido questo tuo pensiero anche se mi accorgo che, in genere, tra la popolazione,  c’è un occhio divergente sulla politica. Troppe esperienze negative hanno portato disillusione e da più parti si continua ad affermate che “la politica è corrotta, si scende in politica solo per interessi personali e anche chi scende in campo con buone intensioni prima o poi si corrompe”. Come poter sfatare questa mentalità così diffusa? Cosa diresti a un cittadino che di fronte  il tuo entusiasmo  ti direbbe queste parole.
Lo inviterei a scendere in campo e a lavorare insieme proprio nella direzione  del servizio disinteressato,  gratuito, senza nulla pretendere. Lo inviterei ad affrontare insieme i problemi e a cercare soluzioni. Quell’affermazione così brutta sulla politica, se ci riflettiamo nasce, in fondo, da un’esigenza che tutti abbiamo di pulizia, di onestà di lealtà e trasparenza in politica. Ogni uomo vorrebbe vivere in un paese dove si combatte la corruzione e la disonestà e dove non si fanno favoritismi. Questo mi dà speranza. Quella frase “la politica è corrotta…”  mi spinge ancor più a lavorare  e a sperare in cambiamento.
Sul territorio mi sembra che ci sia contrasto tra il Centrodestra e il Centrosinistra attualmente maggioranza. Il  popolo di Centrodestra è spesso ostile al lavoro che l’Amministrazione di Centrosinistra oggi compie.
Purtroppo questa è una triste eredità del passato. E niente è stato mai fatto per combattere questa contrapposizione endemica che non è democratica. Come dicevo prima  è necessario il confronto tra le parti politiche. Le commissioni comunali sono nate proprio per affrontare insieme i problemi, Ma oggi esse sono svuotate di senso. Non si crede più in questo lavorare insieme….Ricordiamoci che siamo una piccola isola: o ci salviamo tutti o periamo tutti. Lo scontro pregiudiziale  tra maggioranza e minoranza  distrugge la vita democratica, porta divisione, malessere, odio anche tra i cittadini e questo rompe la coesione sociale, indebolisce il paese, fomenta il populismo  e favorisce l’affermazione di figure politiche non democratiche…Io sinceramente auspico che tutto questo finisca.
Pensi  veramente che la sezione politica del PD di Procida possa condividere questo tuo pensiero e darti una mano? E con quali strumenti?
Io lo spero. Se mi hanno dato fiducia ieri spero che me la daranno anche oggi, Con quali strumenti? Essenzialmente con il confronto e il dialogo continuo. Io posso avere un pensiero, un’idea, un progetto… li metto in campo  per confrontarmi con tutti prima della scelta ultima. Devo aver ben chiaro in me che se c’è un problema esso è un problema di tutti non solo della maggioranza o della minoranza e neanche solo di quelli impegnati in politica, Bisogna aiutare i cittadine a sentirsi parte viva del paese e a concorrere alla risoluzione di questi problemi, Quando si rifiuta il confronto e il dialogo ecco che c’è la sopraffazione del pensiero di qualcuno o di una parte sola e la politica democratica è morta.
Ti faccio i mei auguri affinché tu possa portare un originale contributo nel Centrosinistra a Procida, nella consapevolezza che il destino di un paese, si voglia e no, dipende dalla politica. Auguriamoci che anche con il tuo impegno l’Isola di Procida possa ritornare a sperare nella Politica.
A cura di Pasquale Lubrano Lavadera

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