mercoledì 8 novembre 2017

PERCHE' TANTA PAURA E INSICUREZZA PER L'ARRIVO DEI MIGRANTI A PROCIDA


Qualcuno afferma che "Procida sempre cristiana fuit". Ma oggi possiamo dire che Procida è ancora un'isola di cultura  cristiana? 

Gesù ci ha lasciato un invito: "Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te" e per vivere questo invito alcuni sentono di dover far qualcosa per accogliere  i rifugiati sull'isola; molti altri invece, pur ritenendosi cristiani,  sono spaventati al pensiero di dover accoglire i rifugiati e si oppongono alla scelta dei nostri amministratori che hanno detto di sì al Prefetto quando ha destinatao a Procida  una decina di famiglie di rifugiati. 

Da dove nasce questa insicurezza , questa paura di accogliere  questi nuclei familiari sconosciuti che fuggono dalla violenza e dalla guerra? 

Non è una domanda dalla facile risposta, anche perché sappiamo che non bisogna combattere chi la pensa diversamente.  Anzi le diversità sono una ricchezza e sono fatte per convivere.

Gesù addirittura ci chiede di amare i nostri nemici e quindi non bisogna creare inimicizia tra chi vuole i migranti e chi non li vuole. 

Fare il Referendum è, a parer mio una scelta politica sbagliata, perché creerà ancora maggiore contrapposizione tra noi procidani, 

Una psicologa  ha affermato che l'insicurezza e  la paura sociale nascono da una identità sociale  fragile che ci porta a vedere il diverso com un potenziale nemico da cui difenderci.

E un popolo è fragile proprio quando non c'è coesione sociale quando si è frantumati, divisi, contrapposti, privi di fiducia e stima reciproca.

Forse questa è la motivazione più vera, anche qui a Procida. Per cui se vogliamo che domani l'isola accolga le diversità, gli immigrati dobbiamo oggi lavorare per creare maggiore aggregazione sociale tra noi, per migliorare i nostri rapporti, per sconfiggere le inimicizie e le contrapposizioni. 

Dobbiamo stimarci ed avere più fiducia reciproca tra noi tutti.

Ritroveremo quella vera e forte identità che aveva caratterizzato il nostro popolo nel 600, quando per salvare e riscattare i nostri marinai prigionieri in Africa crearono il Pio Monte dei marinai. E non ci spaventerà più accogliere queste dieci famiglie in fuga dalla loro terre martoriate. 
  1. Pasquale Lubrano Lavadera

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