martedì 19 settembre 2017

Lamartine poeta e politico



Alphons de Lamartine giovane in un viaggio in Italia giunge a Procida nel 1811.
Era nato a Macon nel 1790. 

Lamartine non è stato solo il grande poeta romantico delle Meditazioni. Egli, dopo il grande successo letterario come poeta, intraprese la carriera politica perché da monarchico aveva  colto la svolta storica dei tre principi della rivoluzione francese, li aveva assimilati e si era buttato nell’agone politico, prima come Sindaco e poi come membro del Parlamento, per difendere i diritti dei poveri, dell’infanzia e per combattere  l’idea della guerra come risoluzione dei conflitti tra gli stati. Inoltre grande fu la sua battaglia  politicaper combattere la pena di morte che egli riteneva assurda.

Lamartine a 30 anni sposa Marianne Birch
Nel 1848, poi,  fu l’ispiratore della seconda rivoluzione francese e Ministro degli Esteri nella breve  Seconda Repubblica. Esperienza soffocata dal  populismo nascente che capovolse il nuovo assetto e volle la  restaurazione dell’Impero napoleonico.
 Lamartine sconfitto  e amareggiato  lasciò la politica e si dedicò esclusivamente alla scrittura e in quegli anni scrisse  Graziella. Un piccolo romanzo in cui riviveva l’esperienza di un viaggio in Italia agli inizi dell’800 con approdo a Procida. Il romanzo ebbe un successo strepitoso in Francia e in Europa e fece conoscere a molti il nome di Procida. Da quel momento numerosi  francesi si avventurarono nell’isola per respirare l’atmosfera di cui avevano colto la bellezza nelle pagine di Lamartine.
Quando Elsa Morante  sbarcò a Procida nel 1954  vi trovò infatti  molti turisti francesi, tra i quali la famosa traduttrice Juliette Bertrand che aveva preso dimora stabile nell'isola.

La prima edizione Garzanti di Graziella tra i grandi libri
in copertina il dipinto "Artista di strada a Procida" di P. Bonirole 1840

Nel 1960 poi, il marito della Morante, Alberto Moravia, inviato speciale  a Procida  per un articolo da pubblicare su Le vie d’Italia, volle titolarlo L’isola di Graziella, nonostante la moglie avesse già scritto e pubblicato con successo L’isola di Arturo.
Va ancora detto che qualche anno prima, nel 1948, la UTET aveva pubblicato  in Italia i Discorsi Politici di Lamartine, in quanto nella nascente repubblica italiana non c’era ancora molta letteratura democratica e quel testo venne letto con grande interesse dai  nostri politici i che si avventuravano a gettare le basi della democrazia repubblicana.

Lamartine visse gli ultimi anni in grande povertà.
Muore a Parigi nel 1869

Con i Discorsi Politici ritornò nelle librerie anche Graziella che visse una nuova stagione di successo, tanto che la Garzanti lo inserì tra  “I grandi libri”, con un’accurata traduzione di Caterina D’Agostino  e con un’ampia nota storica. Si capiva in maniera nuova che quel piccolo romanzo si caratterizzava, nel suo esplicito simbolismo, come  un inno alle classi umili della società e ai valori  democratici della nuova Repubblica.


Pasquale Lubrano Lavadera.

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