venerdì 28 ottobre 2016

Lo spettro della morte si aggira sull'isola?

Procida (foto di Pasquale Lubrano Lavadera)
Qualcuno scrive che lo spettro della morte si aggira sull'isola di Procida. Lamartine scrive che "lo spettacolo è nello spettatore" nel senso che  se dentro il nostro animo c'è morte  noi vediamo la morte intorno a noi; se nel nostro animo c'è vita allora vediamo la vita intorno a noi.
Pur vedendo  le difficoltà e i problemi  che esistono oggi sull'isola, riteniamo che sia possibile continuare a vivere con speranza. Non per niente portiamo a venerdì santo il Cristo morto per le strade e dinanzi a quella "morte"  sentiamo smuovere dentro di noi la vita che chiede il nostro impegno  per trasformare ogni divisione in concordia, ogni bruttura in bellezza, ogni squilibrio in armonia, ogni oscurità in luce, ogni conflitto in pace. Lui prima di morire ha chiesto a Dio di far della famiglia umana una cosa sola. E noi sentiamo di dover vivere perché ci sia unità, pace, gioia, serenità, fra i procidani.
Questa è la nostra cultura, quella che ci ha permesso di sopravvivere nei secoli dopo essere stati aggrediti e violentati  dai saraceni, dopo aver subito l'impiccagione dei repubblicani, dopo aver visto trasformare il nostro Palazzo d'Avalos in galera, dopo aver subito le purghe fasciste e dopo aver perso tanti nostri giovani nelle grandi guerre.
Questa cultura,  se riscoperta, ci porterà ad unirci tutti e a lavorare insieme con speranza per il futuro.
A noi procidani tutti custodire la preziosità della nostra isola, curare le ferite della storia, a rinascere nella concordia e nella pace, nella legalità, combattendo la corruzione, nell'amore per gli anziani, nel rispetto di tutti, mettendo al bando ogni giudizio malevole e distruttivo verso chicchessia.
E questo che i nostri cari, passati a miglior vita, e di cui nei prossimi giorni celebriamo il ricordo, ci hanno suggerito e continuano a suggerirci. 

Pasquale Lubrano Lavadera

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