domenica 18 ottobre 2015

Viaggi di istruzioni: un problema serio che va affrontato alla radice

Elia Barbetti, 17 anni tragicamente morto  a Milano
Non esistono oggi le condizioni strutturali e psicologiche per affrontare un "viaggio di istruzione" con ragazzi che, il più delle volte, non amano il viaggio in quanto "viaggio di istruzione", ma essenzialmente come un momento di evasione nel migliore dei casi, oppure come un momento di trasgressione in molti altri. 
Occorrerebbe pertanto per ogni viaggio, in ogni scuola, interpellare una equipe psicopedagogica che prepari preventivamente tale viaggio e si renda conto se quel gruppo di ragazzi è in grado di affrontare in maniera adeguata un tale viaggio.
Inoltre è assurdo pretendere responsabilità dai docenti, i quali con le migliori intenzioni non sono umanamente nelle condizioni di controllare da soli un gruppo classe animoso e in forte eccitazione, soprattutto di notte. Un tempo era forse possibile, oggi no.
Il problema è diventato pertanto molto complesso e, visto i recenti casi di alunni tragicamente morti nelle gite scolastiche, esso va radicalmente ripensato.
E' completamente inutile portare una classe a visitare il Duomo o il Colosseo, il Monte Bianco, o la città di Recanati se questi luoghi non rappresentano gli interessi culturali dei ragazzi.
Ogni viaggio andrebbe pertanto finalizzato ad obiettivi ben definiti e offerto solo a quei ragazzi che mostrano un serio interesse per quell'obiettivo e del quale abbiano già preparato le fasi di attuazione, con il raggiungimento di obiettivi intermedi. di conoscenza. 
Quindi viaggi per gruppi non numerosi di interesse specifico con la presenza di esperti
Diversamente sono gite e per le gite oggi non si possiedono strumenti e personale adeguato per offrire un opportuno controlloi onde evitare tragedie..

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