martedì 21 agosto 2018

Procida: FINALMENTE FINIRA' L'ASSEDIO DEI MOTOSCAFI NELLE NOSTRE BAIE - NUOVI POSTI DI LAVORO PER I PROCIDANI

Il Consigliere Regionale Francsco Borrelli, leader dei Verdi in Campamia

Anche quest'anno abbiamo assistito a Procida ad una vera e propria invasione di motoscafi nelle nostre baie balneabili, ed abbiamo chiesto anche l'intervento della capitaneria, ben sapendo che secondo il regolamento del Regno di Nettuno in alcuni specchi d'acqua il numero dei natanti  dovrebbe essere limitatissimo, per la salute del mare e dei bagnanti. Abbiamo pertanto rivolto alcune domande al Consigliere Regionale Francesco Borrelli e leader dei Verdi in Campania.
Consigliere Borrelli  quest'anno come nel passato si è assistito ad un vero assedio dei motoscafi nelle baie procidane. E' regolare questa presenza indiscriminata?
Assolutamente no!
Perché allora avviene questo? Qual'è la situzione attuale del regno di Nettuno  nelle cui acque si trovano le isole di Ischia e Procida?
Avviene perchè ci sono state varie controversie tra i comuni che dovevano gestire il Regno di Nettuno, a tal punto che il Ministero dell'Ambiente il 30 aprile 2016 si è sentito in dovere di commiSsariare l'ente.
Parlavi di controversie. Di che genere?
Per essere precisi più che controversie si trattava di vere inadempienze da parte dei Comuni.
Da chi fu promossa la legge che istituiva l'area marina protetta Regno di Nettuno.
L'area è stata voluta fortemente dai Verdi e dall'allora ministro Pecoraro Scanio. E 10 anni fa, nel 2008, dopo un iter di elaborazione non semplice,  avvenne l'istituzione. Ero all'epoca Assessore Provinciale  ai parchi. 
Chi doveva gestire il regno di Nettuno?
La gestione veniva affidata ad un Comitato di gestione costituito dai delegati delle Amministrazioni Comunali.  Proposi di inserire nel Comitato di gestione anche rappresentanti regionali e provinciali, ma i Sindaci non vollero.
Una presenza regionale e provinciale avrebbe certamente rafforzato il Comitato di gestione.
Ne ero convinto, ma ci fu una netta presa di posizione da parte dei sindaci che si opposero a tale scelta,  per cui alla fine fu varato un Comitato con i soli delegati comunali e questo fu un grosso limite. Di fatto, dovemmo assistere a contrasti forti fra questi rappresentanti che determinarono il fallimento del Comitato con grande spreco di denaro pubblico.
In che senso spreco di denaro pubblico?
Nel senso che nessuna iniziativa per rendere operante il regno di Nettuno partì, e il tutto si limitò a dare  un cospicuo super emolumento annuo ai delegati comunali.  
Un fallimento totale quindi.
Si, non furono istituiti i “campi boa” per limitare l'afflusso dei motoscafi, non furono costituite le cooperative di gestione, e di conseguenza  ci fu una perdita di fondi pubblici perché non si poté partecipar mai ai bandi di finanziamento previsti dalla Stato per i Parchi marini. Riccardo Strada, che era allora il Direttore Generale del Regno di Nettuno presentò la reale fallimentare situazione al Ministero dell'Ambiente, il quale decise di commissariare l'area protetta affidando tale commissariamento al Dr. Miccio con un compito ben preciso: rimettere a posto i conti pubblici e attuare la funzionalità dell'area marina .
Un lavoro non semplice considerato i conflitti tra i sindaci.
Un lavoro strenuo ma importante che sta dando i primi risultati positivi. Attualmente la parte amministrativa è stata risanata e sono già cominciate le gare per l'istituzione dei “campi boa”, prima a Ischia e successivamente  a Procida.

Procida: Assedio dei motoscafi nella baia della Chiaia
Quindi c'è speranza che anche a Procida l'anno prossimo avremo i campi boa?
Lo spero vivamente anche perché una volta istituiti tali "campi boa", il Comune dovrà affidare il lavoro di gestione a una cooperativa locale. Quindi anche Procida potrà avere nuovi posti di lavoro in più,  proprio per la gestione del Regno di Nettuno e non assisteremo più allo spettacolo di motoscafi che fanno il loro comodo, addirittura sostando per intere settimane nelle baie balneabili.
Converrebbe che si costituissero già questecooperative procidane in modo tale che attuati i “campi boa” potrebbero diventare subito funzionanti.
Spetta al Comune illustrare ai cittadini il progetto del Commissario Miccio, Direttore facente funzione indicato dal Ministero, e preparare l'isola a rispondere alle esigenze lavorative necessarie. Penso proprio che il vostro Sindaco si stia già attivando in tal senso.

a cura di Pasquale Lubrano Lavadera


venerdì 17 agosto 2018

La corruzione in un Comune comincia con il clientelismo

Raffaele Cantone
La corruzione in un Comune comincia con il clientelismo, i cui responsabili principali sono quei cittadini che vanno dai politici per chiedere favori personali  o raccomandazioni,  comportamenti che esulano dal normale godimento dei diritti fondamentali e dal bene collettivo. Lo afferma con forza Raffaele Cantone presidente dell’ANAC in un suo libro scritto in collaborazione con Francesco Caringella e dal titolo “La corruzione spuzza” (Mondadori).
Inoltre egli afferma che la corruzione non può essere combattuta solo dai giudici:  “I magistrati devono solo giudicare comportamenti specifici, senza educare qualcuno o insegnare qualcosa”.  Comportamenti e deviazioni delle regole etiche  da parte dei cittadini “sono il bacino di coltura in cui maturano le premesse per la commissione di reati specifici e, poi, di sistemi criminosi.”
E’ necessario che i cittadini stessi si rivoltino contro  quei comportamenti su cui si sviluppa la grande corruzione.

Le stesse primarie politiche se non sono regolamentate da chiare  e precise normative possono portarci domani ad avere “una classe politica selezionata dalla corruzione”.


Raffaele Cantone, Francesco Caringella, La Corruzione spuzza, Mondadori, 2017 

Avevamo tutti sperato nel Parco di Nettuno

Procida 5 agosto 2018, assedio dei motoscafi nella baia della Chiaia
Dieci anni fa, con l'entrata in vigore del Parco marino di Nettuno tra le isole di Ischia e Procida, avevamo tutti sperato nella fine degli assedi stagionali dei motoscafi i quali indisturbati prendevano possesso delle nostre baie balneabili. Invece anche quest'anno si è ripetuto l'assedio in maniera ancora più devastante rispetto agli altri anni, in particolare nella baia procidana della Chiaia, a Ciraccio, nella baia del Postino e nella baia delle Grotte a Marina Grande. 
Inoltre, essendo comunque lo specchio d'acqua limitato, la ressa ha spinto molti motoscafi ad avvicinarsi  alla spiaggia, per cui sono partite allarmate richieste alla Capitaneria, la quale è intervenuta e speriamo che abbia riscontrato molte infrazioni e preso gli opportuni e legali provvedimenti.
Ma basta questo? No, occorre un impegno forte e deciso da parte delle Istituzioni preposte all'attuazione del Parco e alla regolamentazione delle soste nelle baie balneabili, affinché la legge nazionale che ha istituito il Parco venga rispettata. 
Chiediamo per questo alle Associazioni ambientalistiche  di avere più a cuore questo grave problema.
Oggi purtroppo il Parco di Nettuno sembra essere diventato il Parco di Nessuno in cui ogni motoscafo con estrema libertà pensa di fare quello che vuole, senza pagare una lira e  con notevole danno alle acque, al fondo marino e non ultimo alla salute dei bagnanti. 
Grossi motoscafi sono restati ancorati nella Chiaia anche per settimane intere, come se fossero a casa propria.
La legge questo non lo prevede assolutamente. Noi chiederemo al nostro Sindaco di porre una interregazione alla Presidenza della Regione.

giovedì 16 agosto 2018

Procida: Tre Consiglieri di Maggioranza votano contro il riequilibrio del bilancio di previsione


Il Sindaco di Procida Raimondo Ambrosino
















Nell'ultimo Consiglio Comunale si è discusso a lungo su come evitare il dissesto che sempre incombe sul nostro Comune. Dissesto che coraggiosamente l'Amministrazione guidata dal Sindaco Raimondo Ambrosino sta cercando di evitare con tutti i mezzi possibili, nonostante la grave situazione economica e i numerosi debiti pregressi. 
Purtropo i tre Consiglieri di Maggiornza, aderenti al Movimento 5Stelle, per la  prima volta si sono dissociati dalla Maggioranza votando contro il provvedimento proposto dal Sindaco Ambrosino sulla "salvaguardia degli equilibri e sulle variazioni di assestamento generale del bilancio di previsione".
La qualcosa addolora moltissimo perché si profila sempre più un allontanamento di una parte di quella alleanza che aveva costituito La Procida che vorrei.
Riteniamo, infatti, la vittoria della lista civica La procida che vorrei un momento storico per l'isola dal punto di vista politico, dopo decenni di amministrazione incontrastata del Centrodestra.
Tuttavia si comprende di come la vittoria del movimento 5Stelle a livello nazionale il 4 marzo e anche nella consultazione locale possa aver fatto intravedere ai componendi di 5Stelle, presenti nella nostra maggioranza, prospettive diverse, dopo l'Alleanza a livello nazionale tra 5Stelle e estrema Destra.
Ma opporsi e votare contro il lavoro fatto fino ad oggi, anche da loro stessi,  ci sembra un atto politico poco illuminato.
Quello che ci addolora di più è il fatto che questi tre Consiglieri dimostrano con questo voto contrario di non aver consapevolezza del grande sforzo positivo che l'Amministrazione Ambrosino ha fatto fino ad oggi,  con il loro diretto conrributo positivo, per portare l'isola fuori dal baratro economico. 
Non aver coscienza di aver lavorato con un Comune indebitato paurosamente, con una Casa comunale al limite della sopravvivenza  con uffici e dipendenti inquisiti o sospesi dal lavoro,  con un numero di dipendenti ridotti al lumicino e senza la possibilità di sostituirli; di aver preso in mano coraggiosamente i lavori pubblici già appaltati per non lasciarli andare alla deriva e disperdere così il lavoro avviato di preedenti amministratori; di aver finalmente avviato i lavori per il famoso e indispensabile depuratore a Punta Lingua; di aver lottato per impedire la chiusura dell'Ospedale; di aver portato avanti con successo la raccolta differenziata e aperto l'isola ecologica; di avere avviato progetti culturali con le associazioni e le scuole per formare le generazioni future a combattere illegalità e corruzione e a mettere le basi per una convivenza serena e costruttiva; di aver avviato un progetto di  integrazione per i rifugiati che la stampa nazionale  ha segnalato come un esempio da imitare; di aver cominciato a lavorare seriamente per la difesa dei beni ambientali e strutturali come Vivara e Terra Murata; di aver ripreso in mano il problema del traffico e dato ai cittadini due mesi di tranquillità almeno nella fascia serale, e di  tant'altro ancora..., e votare contro la proposta della maggioranza per impedire il dissesto, ci sembra veramente un atto politico incomprensibile.
Con questo non vogliamo dire che non ci sono ancora nodi da sciogliere o problemi da risolvere, anche perché lo sappiamo tutti l'isola è un piccolo universo complesso in cui i problemi affiorano ogni giorno, per risolvere i quali occorre una squadra bene affiatata e coesa che sappia puntare all'unità e non alla divisione.
Pur nell'amarezza che il gesto politico dei tre Consiglieri  ha lasciato nel nostro animo, ci conforta la dichiarazione del Sindaco Raimondo Ambrosino  subito dopo il Consiglio Comunale e che qui, in parte, riportiamo:
"Sono sereno rispetto all'esito del Consiglio Comunale di ieri. Alla prova dei fatti, c'è chi ha dimostrato maturità rispetto al ruolo che occupa. Un valido amministratore si prende le responsabilità anche quando sa che la scelta è molto discutibile, per evitare guai peggiori come il blocco dei cantieri e l'aumento del 15% della tassa spazzatura a carico di tutti i cittadini. Ieri ho avuto la dimostrazione che le decisioni prese sinora sulla squadra di governo sono state corrette. Mi conforta far parte di un gruppo che i problemi li affronta in prima persona, e non li delega a un commissario qualsiasi.

Stamattina ho valutato col Ragioniere alcune alternative da realizzare nei prossimi mesi per evitare l'aumento della tassa di sbarco e la vendita del Marina di Procida. Manterrò la promessa, e come successo per il progetto migranti tanti ciarlatani resteranno in silenzio. 
Comunque questi sono tutti problemi risolvibili con lavoro e buona volontà. Il pensiero va invece a Genova dove una tragedia irrimediabile ha gettato nell'angoscia tutta una città. Un abbraccio, in particolare alle tante famiglie di origine procidana."

a cura di Paquale Lubrano Lavadera


lunedì 13 agosto 2018

Procida: Combattere le divisioni interne. Intervista al Segretario della sezione locale del PD

Raimondo Scotto di Covella

Combattere le divisioni interne e puntare sempre al bene comune
Intervista al Segretario della locale sezione del PD, Raimondo Scotto di Covella

Sono passati alcuni mesi da quando Raimondo Scotto di Covella è stato eletto segretario del PD a Procida. Si sono nel frattempo determinati alcuni cambiamenti nell’attuale maggioranza con la creazione di un gruppo autonomo dei componenti del Movimento 5 Stelle. Sono giunti i rifugiati nell’isola e si stanno inserendo con armonia ed equilibro nella nostra realtà. E’ cominciata la nostra stagione estiva affollatissima e con richieste superiori alle possibilità. Ma partiamo dalle ultime elezioni del 4 marzo:

Come è andata quella tornata elettorale a Procida?

Il PD a Procida ha mantenuto. Nella debacle nazionale molto dolorosa  la nostra prestazione è stata una delle migliori a livello regionale, con un risultato in linea alla media nazionale. Mantenere il 18% con la presenza forte dei 5 Stelle, è stato un risultato importante.

Quali iniziative state portando avanti per dare forza e vitalità al vostro gruppo?

Il partito qui a Procida nella sua eterogeneità (per le diverse esperienze personali e politiche dei vari iscritti) prova a fare sintesi a differenza del nazionale.
Prima di tutto un lavoro di dialogo ma soprattutto far capire ai livelli più alti (provinciale, regionale e anche nazionale) che c’è bisogno di una maggiore lealtà all’interno del partito. Abbiamo visto e sofferto per quello che è avvenuto per contrasti interni a livello nazionale. Il popolo rifiuta il consenso ad un partito fragile e litigioso. Stiamo puntando alle nuove generazioni cariche di ideali e di speranze. Speriamo che con loro  si possa riprendere sull’isola la marcia perduta. Ma senza scaricare chi semmai nel silenzio a lavorato da anni all’unità del partito ad un confronto serio e costruttivo.

Pensi che ci possa essere una ripresa a livello nazionale?

Lo spero. Nonostante quel che si dice il partito c’è e sta lavorando in tutte le sedi, a livello locale, regionale nazionale, nonostante i limiti storici e politici che si sono evidenziati. Non mi piace però la strada presa dall’attuale segretario Martina e da una parte del partito. Inseguire i 5stelle e il suo elettorato è pura follia. Bersani subì un’umiliazione pesante del 2013 e Martina ne rischia una peggiore oggi. È assordante però il silenzio di quella parte che è sempre stata critica contro la segreteria Renzi e oggi nulla dice delle vergognose politiche messe in atto da questo Governo.

Quale dovrà essere la leva principale con la quale pensi si possa invertire la rotta?

Riprendere con slancio il profilo riformista, puntare ad allargare la visione europeista, facendo riscoprire il grande valore dell’Europa unita non solo a livello economico. Impegniamoci a costruire l’Europa dei popoli con le diverse culture ed etnie. Non possiamo pensare di risolvere i problemi italiani chiudendo i nostri confini. Oggi le società, le nazioni sono di fatto interdipendenti. Quello che avviene in Francia, in Germania influenza tutti noi. Come pure non possiamo dire: quello che avviene in Africa non ci riguarda. Maggiore integrazione ed apertura. I giovani sono pronti a questo.

Nell’immediato qui sull’isola da cosa partiresti.

Vorremmo  partire dai principi costituzionali In particolare da tempo, insieme con l’assessore Rossella Lauro vorremmo portare avanti discussioni, confronti sulle regole democratiche. Senza dimenticarci quelle che sono delle priorità per il nostro territorio: trasporti, sanità, edilizia, commercio.

C’è qualche difficoltà nel gruppo di maggioranza procidano?

Quando si lavora con impegno tra forze diverse per esperienze e per idee, le difficoltà sono fisiologiche e questo ad ogni livello, non solo politico. Venendo a la Procida che vorrei (PCV) era logico pensare che dopo il 4 marzo,  con il Movimento 5 Stelle che ha avuto una grande affermazione, quei consiglieri che si riconoscono  in questa compagine hanno sentito l’esigenza di una maggiore visibilità. Il Sindaco Ambrosino lo ha capito e con saggezza e spirito di servizio ha cercato di mantenere  unite le forze che compongono l’attuale maggioranza. Prova ne è il fatto che le deleghe non sono state ritirate. Certo un momento di autocritica da parte di chi è “fuoriuscito” sarebbe stato necessario. Le colpe non sono mai di una sola parte. Autocritica che non mi risulta sia arrivata, anzi. Dai comunicati letti sembra che fino ad oggi siano stati tutt’altro che amministratori. Si vuole combattere il sistema dimenticandosi di esserne i protagonisti.

La maggior parte dell’attuale giunta è espressione del PD. Questo può creare qualche difficoltà?

È forse vero il contrario. Fermo restando che la PCV nasce come lista civica in cui i riconoscono diverse anime, l’appartenenza al PD può essere la leva per avere un migliore contatto con le istituzioni regionali ma anche con i nostri rappresentati in parlamento, Gennaro Migliore e Valeria Valente in testa.

Come sta reagendo la popolazione procidana di fronte all’attuale impegno dell’Amministrazione Comunale?

Ascolto molto e mi accorgo che c’è malcontento. Cerco di indagare e scopro che spesso ogni cittadino è fermo sul suo punto di vista e non si pone minimamente l’obiettivo del bene comune. E logico che se io guardo solo i miei interessi, se essi non sono soddisfatti, critico ed esprimo giudizi negativi.

Se a Procida nessuno ha educato i cittadini a vivere il bene comune, come si può invertire la rotta.. vedi una strada?

Bisogna stare di più tra la gente, ascoltare critiche e argomentare  le scelte, spiegare. Far capire perché si è scelto quel provvedimento e non un altro. Occorre quindi una maggiore informazione e formazione, ma nelle piazze…Ridare alla piazza la sua vera funzione di luogo di aggregazione e di confronto. Ritornare anche nelle sedi di partito. Manca oggi un sano confronto politico tra le parti.

C’è dal tuo punto di vista un problema  da affrontare in maniera prioritaria?

Sicuramente quello del traffico. Un problema di cui si parla sempre ma che non riusciamo mai a risolvere, in quanto ognuno pur soffrendo, non vuole che si tocchi il diritto ad usare il motorino e la macchina. Anche io non voglio rinunciare al motorino perché mi è utile. Devo però aprire la mia mente al limite che esiste nell’isola, una piccola isola con altissima densità abitativa con stradine strette. Le amministrazioni passate si sono sempre arenate su questo problema, perché sempre un provvedimento accontentava alcuni e ne scontentava altri. Chiediamoci però qual è il bene per l’isola tutta a livello di mobilità  e individuatolo cerchiamo un piano organico che lo contempli. Un piano a lungo termine e obiettivi a medio termine. Ma occorre lavorarci a tutti i livelli, nelle associazioni, nelle scuole, nei circoli, nelle comunità. I lavori pubblici non hanno aiutato in tal senso. Un piano traffico nel pieno di una serie di opere importanti non sarebbe stato fattibile. Molti parlano di incostituzionalità e limitazione della libertà personale, ma ricordo che anni fa ci sono stati divieti di circolazione dalle 20 alle 5 di mattina.

Quale è l’aspetto sul quale l’Amministrazione sta ben lavorando?

Sicuramente sul risanamento economico. L’amministrazione si è trovata un paese collassato con milioni di euro di debiti e con la Corte dei Conti che reclama un risanamento. Pochi riflettono su lavoro che si sta facendo per rimettere in ordine i conti.  

Intervista a  cura di Pasquale Lubrano Lavadera

martedì 31 luglio 2018

Procida: INCOSTITUZIONALE IL DIVIETO SERALE sul traffico?

Procida via SS Annunziata: Osservare in quali condizioni quella mamma col bambino
in carrozzina è costretta, e chiederci se tutto questo è costituzionale.



 “Il procidano” con un articolo a firma di Geppino Pugliese  afferma che il divieto serale istituito a Procida dall’Amministrazione è incostituzionale.
  Ho pensato subito alle grandi città che hanno chiuso al traffico il centro storico. Nella città di Ravenna, per esempio, dove abitano due miei figli. Se voglio andare nel centro dove ci sono le bellezze artistiche, musei, biblioteche e dove si condensa il commercio, devo lasciare la macchina in un parcheggio periferico a pagamento e poi dove percorrere a piedi anche più di un chilometro. E questo a Ravenna, ma anche a Firenze e in tante altre città e mai nessuno ha sollevato proteste per la incostituzionalità di tali provvedimenti.
   E Ravenna non è Procida, avendo un estensione grandissima e strade larghe con marciapiedi, decine  ed decine di parci pubblici  e piste ciclabili.
   Va ricordato che Procida è una delle più piccole isole del mondo con una densità abitativa paurosa: circa 3000 abitanti per Kmq, con strade di ridottissime dimensioni che secondo il Codice stradale non potrebbero essere adibite al traffico  in quanto prive di marciapiedi e di corridoi pedonali, condizione necessaria affinché una strada  pedonale possa permettere anche il passaggio di auto e motorini.
   A rigor di logica saremmo incostituzionali  non per aver creato fasce orarie pedonali, ma perchè abbiamo da sempre permesso  il traffico lì dove non potevamo farlo.
   Si dimentica, infatti, spesso che esiste una carta europea dei diritti dei pedoni, per cui solitamente si afferma il diritto di circolazione degli auto e moto veicoli e non dei diritti dei pedoni.
   Purtroppo fin dagli anni 50-60, allorquando comparvero nell’isola le prime sparute macchine e  moto, nessuno aveva previsto una crescita vertiginosa del parco di auto e motorini su un isola così piccola dove tutti erano abituati a camminare a piedi. Di conseguenza oggi ci troviamo imprigionati da un problema dal quale non ne sappiamo uscire.
   Tutte le Amministrazioni hanno affrontato il problema ma spesso hanno alzato le mani, nonostante il grade disagio. Gli incidenti numerosi lo dicono con chiarezza incontrovertibile.
   Se un giorno il Sindaco Ambrosino, codice stradale nella mano, dicesse a noi tutti: “Cari concittadini fino ad oggi avete liberamente circolato, ma da domani, considerati  il disagio collettivo, gli incidenti, l’inquinamento acustico ed ambientale, la poca vivibilità sulle strade per i pedoni, non sarà più possibile circolare in alcune strade, perché il codice strade ce lo vieta!”
   Cosa succederebbe? E’ facile immaginarlo.
   Eppure basterebbe applicare questa norma per vietare stabilmente  la mobilità nella maggior parte delle nostre stradine, e il traffico si ridurrebbe dell’80%.
   Si contesta al Sindaco il provvedimento che ha creato nelle ore serali fasce orarie pedonali, dimenticando che il Sindaco è il primo e unico garante della serenità, della vivibilità, della salute fisica e psichica degli abitanti, non lo ha fatto.
   A noi sembra una scelta giusta, doverosa ed equilibrata e di natura puramente pedagogica. I cambiamenti comportamentali, acquisiti come normali dal cittadino, a ragione o a torto, non possono avvenire dal giorno al mattino.
   Pertanto i cittadini vanno aiutati a capire le ragioni del cambiamento, per cui bisogna procedere per gradi, soprattutto quando si chiede di dover rinunciare a qualcosa che fino ad ieri era stato consentito. Il provvedimento sindacale va in questa direzione.
   Occorre prima di tutto osservare certe situazioni al limite della sopportabilità.
In alcune nostre strade si circola a doppio senso continuativo senza che ci siano le regolari due carreggiate e i marciapiedi. Cosa ancora più grave si parcheggia lungo alcune strade prive di marciapiedi, riducendo ulteriormente la larghezza già esigua delle strade. E inoltre si circola in stradine secondarie a senso obbligato con macchine e camion larghe spesso quanto la larghezza della strada senza e le normali carreggiate richieste dal Codice. Le case  impiantate direttamente sul ciglio della strade, in conseguenza del traffico, sono sottoposte a  forti  vibrazione  che si ripercuotono sulle abitazioni creando spesso danni statici. Inoltre si producono, soprattutto di sera e di notte, forti rimbombi acustici che disturbano il normale riposo notturno.
   Ma c’è di più, Come accennavamo prima, da un sondaggio che facemmo una decina d anni fa, risultava un alto numero di incidenti, per fortuna non sempre gravi, ma alcune volte anche gravissimi.
   Solo nella mia famiglia ci sono stati due gravi incidenti. Mio suocero di 86 anni è stato schiacciato al muro in via Principessa Margherita da un camioncino che era largo quanto la strade e poiché  aveva alta velocità pur frenando lo ha investito con gravi conseguenze che lo hanno portato alla morte. Mio zio Salvatore una mattina veniva da cimitero quando un camion largo quanto la strada lo ha sbalzato per aria producendo nel suo corpo fratture multiple con mesi di degenza in grande sofferenza. Ad una mia collega di scuola un taxi dopo San Giacomo gli è passato sul piede causando un grave infortunio che l’ha tenuta lontana dalla scuola per molti mesi. Sono certo che qui ognuno potrebbe elencare gli incidenti capitati nella propria famiglia o nella famiglia di amici e conoscenti.
   Onestamente,  è costituzionale dover vivere in queste condizioni?
   Il diritto costituzionale alla circolazione viene garantito, fatto salvo il diritto dei pedoni e a condizione che vengano rispettate le norme del Codice e le strade garantiscano sicurezza e vivibilità per i cittadini. La legge è molto chiara a riguardo.
   Il  Sindaco ha il dovere di farsi carico del problema, anche se  la scelta chiede qualche sacrificio, così come ha chiesto qualche sacrificio a livello economico per ridurre lo spaventoso debito che grava sul Comune.
   Se in una comunità ogni cittadino pensa solo alla soddisfazione dei propri diritti  senza tener conto del bene comune e dei diritti altrui, quella comunità prima o poi diventerà una giungla e ci faremo male l’un l’altro.
   C’è infine un’ultima osservazione che mi mi sorprende e mi fa riflettere. Quando si chiude il traffico su tutta l’isola per una processione, per un evento importante, per una sagra, nessuno protesta. E tutti in questi casi sono disposti a fare chilometri a piedi. In primo luogo i giovani.
   Mi si risponderà perché tutti sono consapevoli che per il bene della comunità e per consentire a tutti di partecipare a queste manifestazioni serenamente, si accetta di non poter circolare e i giovani non solo non  rinunciano a fare chilometri ma, per esempio, il venerdì santo, sono capaci di fare chilometri portando il peso dei “misteri”..
   Perché allora non accettare con la stessa disposizione d’animo il divieto serale per concedere all’isola un po’ di serenità e di sicurezza  e vivere qualche ora senza il caos assordante e inquinante del traffico?
   Non credo proprio che i giovani per il fatto di avere fasce orarie pedonali la sera si chiudano casa a vedere la televisione.
   Come pure non penso che il Sindaco Ambrosino abbia messo il divieto serale per punire o per farsi pubblicità. Le motivazione sono ben più profonde  e hanno radici in un forte senso civico e nell’amore per la comunità.
   Certo ci vuole un po’ di sacrificio da parte di tutti, ma senza questo sacrificio il bene non va avanti e cresce e si moltiplica l’individualismo che genera contrapposizioni e conflitti sociali.
   Solo chi ha a cuore la vivibilità e la serenità dell’isola per il bene di tutti, anziani e giovani, si assume  in pieno la responsabilità di una scelta coraggiosa e lungimirante tesa principalmente alla pace sociale.
   Sento quindi di dover ringraziare il Sindaco per la sua alta sensibilità  e per questo strenuo tentativo di educare  la comunità isolana ad uscire dall’individualismo per aprirla a comportamenti di solidale partecipazione ai problemi comuni, e quello del traffico è uno dei problemi più impellenti.
   Può sembrare un paradosso ma non lo è: se vogliamo conservare ilo diritto alla circolazione dobbiamo oggi consentirlo solo quando è strettamente necessario
   Dimenticare che il diritto alla circolazione deve essere esercitato nel rispetto della legalità e nel rispetto di altri diritti fondamentali, quali il diritto dei pedoni, il diritto alla salute, alla vivibilità  e al rispetto ambientale, mina alla base la nostra coesione sociale e può causare danni molto gravi.
   E Procida non può correre questi pericoli. Ha già pagato abbastanza.

Pasquale Lubrano Lavadera

giovedì 19 luglio 2018

Un film su San Michele Arcangelo

Massimiliano Varrese
Intervista a Massimiliano Varrese, protagonista e regista del docufilm  
Mi-Ka-El sulla figura di san Michele Arcangelo, protettore dell'isola di Procida

Attore scrittore cantante ballerino e artista marziale, classe 1976, Massimiliano Varrese da “artista di strada” a Carramba Boys, al primo ruolo di protagonista in Fuoco su di me (2005) premiato a Venezia come miglior film sul dialogo tra le culture e le generazioni; Premio Gassman per il musical Tre metri sopra il cielo, autore del romanzo autobiografico L’estate è già finita, protagonista del musical su San Francesco L’amore quello vero ed oggi attore e regista del docufilm Mi-Ka-El. Tra i tanti riconoscimenti la Medaglia Beato Angelico (riconoscimento universale per tutte le arti e gli artisti nato dall’intuizione di Papa Giovanni Paolo II), e il  Norman Academy USA per le qualità morali, civili ed etico religiose con cui si distingue nel panorama internazionale. Frequentatore abituale dell'isola di Procida che ama moltissimo ha voluto visitare l'Abbazia  e conoscere il rapporto tra l'isola e la figura di san Michele. Gli rivolgiamo alcune domande:

Stai vivendo un momento importante della tua carriera artistica che ti vede  docente dell’Istituto Armando Curcio e dell’Acting Academy  di Claudia Gerini. Ma anche nella vita personale: una serena esperienza di coppia con la giovane attrice Valentina Melis che ti ha dato una bimba.

Ho sempre pensato che l'uomo fosse un miracolo, capace di rigenerare se stesso ed è per questo che siamo nati per comprenderne il significato. Il miracolo non è nell'accadere dell'evento, il miracolo è nell'esserne i coprotagonisti, i co-creatori. Il miracolo è Amore e Condivisione. Il Miracolo è vedere Dio nella persona che ami e che genera la nuova Vita. Siamo orgogliosi e impazziti di gioia nel condividere questa straordinaria esperienza di maternità e paternità!  

Sappiamo che tu e Valentina  vi siete incamminati in un percorso che vi porterà al matrimonio.

Aver incontrato Valentina è stato il dono più grande che abbia avuto. Ogni cosa ha preso senso. Sì, abbiamo sentito forte questa spinta, anche grazie all’incontro con Padre Renzo Lavatori  che ho conosciuto mentre giravo il mio ultimo film Mi-Ka-El.  E’ nato con lui un rapporto intenso di amicizia vera e con lui ci stiamo preparando a celebrare  il nostro matrimonio.

Parlaci un po’ di questo nuovo film…

Più che un film è un docufilm su un personaggio del mondo religioso: l’Arcangelo Michele. Un personaggio la cui devozione è molto diffusa nel mondo. Io sapevo già qualcosa di lui. Infatti quando mi preparavo a  interpretare Francesco  nel musical L’Amore quello vero,  per documentarmi ho letto molte biografie del Santo di Assisi. E  proprio leggendo questi testi sono venuto a conoscenza del fatto che Francesco aveva un rapporto privilegiato con l’Arcangelo Michele, soprattutto nei momenti difficili. Incuriosito mi sono accorto poi che molte personalità della cultura  avevano dedicato attenzione al culto micaelico e che addirittura si parla di una linea micaelica in Europa, ossia di una linea immaginaria che unisce luoghi in cui il culto per l’Arcangelo è più sentito. Inaspettatamente sono stato chiamato dalla PHILMS Produzione Video di Perugia a interpretare il protagonista di questo  docufilm di cui firmo la regia insieme a Filippo Fagioli.

Dopo Francesco, Mi-Ka-El… una pura coincidenza?

Non la chiamerei coincidenza, piuttosto la chiamerei sincronia. Anche perché  la proposta di questo film è arrivato proprio nel momento in cui mi ponevo certe domande fondamentali. Diciamo che i due personaggi sono strettamente collegati tra loro nel mio percorso spirituale ed hanno cambiato completamente la mia vita di uomo. Come se averli conosciuti e “interpretati” avesse dato modo a loro di prendermi da dentro e portarmi verso le risposte di cui avevo bisogno o forse verso il compito che ho sempre sentito di avere... 

Quale è il tuo ruolo nel docufilm?

Quello di un giornalista  piuttosto scettico che deve intervistare,  per la realizzazione di un documentario sull’Arcangelo Michele, vari personaggi importanti che hanno dato attenzione a questa figura. Tra questi c’è la scrittrice Grazia Francescato, il giornalista Enrico Baccarini, Padre Sergio Lavatori che è uno dei maggiori esperti vaticanisti sugli Angeli e tanti altri. Interpreto quindi questo giornalista che  attraverso questi incontri si avvicina a una realtà sconosciuta e si incuriosisce sempre più fino al punto che ne rimane intimamente coinvolto.

Significativo l’incontro con Grazia Francescato?

L’incontro con Grazia Francescato è stato uno di quelli che ti cambiano la prospettiva culturale e personale verso la dimensione religiosa. Il suo libro In viaggio con l’Arcangelo a cui liberamente si ispira il docufilm  è un libro un po’ speciale: originale, nuovo, coinvolgente che ti porta a guardare oltre la realtà…C’è un mondo che è invisibile agli occhi ma che parla all’anima.

Pensi che il pubblico possa essere interessato a un docufilm su un tema così tipicamente religioso?

Capisco che non c’è la cultura del documentario, anche se ultimamente si stanno producendo molti documentari a  un buon livello artistico. In realtà manca ancora per i docufilms una vera e propria rete di distribuzione, tranne casi particolari. Per questo la casa di produzione PHILMS, dopo alcune “prime” nelle grosse città,  si affiderà ad associazioni culturali che sul territorio nazionale hanno interesse per questo genere di proiezioni ed anche a quei cittadini che, interessati, potranno organizzare una serata in una sala cinematografica o in una sala privata.  Oltre che nei cinema, probabilmente lo vedremo sul web e sui canali satellitari e poi chissà, dove vorrà Lui. 

A livello professionale cosa ti ha lasciato questa nuova esperienza?

Intanto una significativa esperienza di lavoro con un equipe  affiatatissima e dove il senso della collaborazione  e condivisione era molto sviluppato. E questo non è poco. Inoltre ho potuto offrire anche, per la prima volta, il mio aiuto nella regia del film. Diciamo che mi sono ritrovato a dirigere il me stesso attore e il me stesso uomo alla ricerca di Dio…

Nel tuo film più famoso Fuoco su di me del regista Lamberto Lambertini, c’è una scena, la scena madre, in cui il nonno, uno straordinario Omar Sharif,abbracciandoti ti rivolge un invito accorato: Non dimenticare mai che la gentilezza è la nostra forza. Continui a credere in questo valore?

Una frase che mi si è stampata dentro come un marchio di fuoco. Una scena dove la finzione diventava realtà: quella frase la conservo come il testamento lasciatomi del grande Sharif. E oggi, nonostante sia consapevole che gli animi gentili soffrono molto in una realtà sociale sempre più “malata” e dove la passione ideale, la capacità professionale e la gentilezza sono spesso armi bianche che fanno paura a chi  ha messo le mani nel fango, continuo a credere fortemente  nel valore della gentilezza.

 Come vedi oggi il mondo dello spettacolo?

Lo vedo completante diverso da quando ero molto piccolo. Purtroppo  è cambiato in peggio e questo mi fa soffrire. Ma ci sono sempre opportunità per chi fa questo mestiere, come me, per vocazione,di riuscire a riportare la Luce della verità artistica in modo sottile,con quell’arte che nasce dal cuore. Questa è per me la  vera arte.  

So che sei impegnato anche in alcune scuole di recitazione. Ce ne parli un po’.

Sto insegnando un metodo da me creato: il Training Olistico Attoriale di preparazione alla performance, edito da Area51 Publishing e ilTraining Olistico Totale. Entrambi aiutano a gestire l’ansia e la paura da prestazione per chi deve relazionarsi con un pubblico o con un esame o chi è sotto giudizio, riuscendo così a lasciarsi andare senza pensare troppo e sentendosi liberi di essere se stessi. Il secondo è soprattutto basato sul funzionamento della mente e sul lavoro per raggiungere quegli obiettivi personali e professionali che spesso autoboicottiamo con le nostre paure e credenze sabotanti. Entrambi i metodi sono davvero utili per la vita quotidiana, non solo per chi è artista anzi spesso per chi ancora non sa che pesci prendere nella vita. Li sto insegnando in varie accademie e da poco sono diventato anche docente per l’istituto Armando Curcio, una università privata riconosciuta, con la quale pubblicherò anche una sperimentazione scientifica di essi. 

Quale consiglio daresti ad un giovane che vuole entrare nel mondo dello spettacolo

I giovani, in genere, non possono sapere cosa desiderano per se stessi, e tante volte sono indotti, da modelli a loro vicini a pensare che per essere felici bisogna inseguire il successo e accumulare molti soldi No, bisogna far loro capire che questi sono falsi miti. Oggi i giovani sono i più esposti perché nella loro proiezione verso il futuro cadono nelle maglie di un potere effimero e falso. Con la mia scuola ho incontrato tanti giovani che arrivavano delusi, sconfitti, sfiduciati e  vivendo insieme  in un rapporto nuovo tra le persone, nel rispetto profondo dell’uno per gli altro,si rendono conto che la vera vita è davvero un’altra, e che tutto dipende da loro stessi, e che la felicità va costruita momento per momento.

Hai scritto e cantato sulla pace. In un momento così drammatico per l’umanità continui a lavorare per questo obiettivo?

Pace con se stessi, pace con gli altri, con l’umanità E’ l’aspirazione più profonda di ogni essere umano. Quando ho scritto la canzone Pace capivo che il valore più importante nella vita di un uomo è l’amore e che l’amore è strettamente connesso con la pace, quella pace interiore di cui andiamo continuamente alla ricerca. Se vivo una vera esperienza d’amore con gli altri, sono in pace con me stesso e riesco a stare anche in pace con tutti e a dare il mio contributo per la realizzazione di quel sogno di una umanità nella quale tutti hanno diritto di piena cittadinanza.

A cura di Pasquale Lubrano Lavadera